Si può anche fare piano bar...

Anzi, si potrebbe. Se ci fosse la volontà di investire in musica da parte dei gestori dei locali. Se ci fosse la volontà di informarsi su ciò che è necessario per evitare sanzioni, sempre da parte dei gestori dei locali. Se ci fosse abbastanza cultura, sempre da parte dei gestori dei locali, per distinguere un musicista vero dal ragazzino - pur apprezzabile e volenteroso - che usa le basi midi scaricate da internet e la tastiera sulla quale fa finta di suonare, e che - requisito fondamentale per il gestore - costa poco. Una cinquantina di euro, non di più, ovviamente a nero perché in genere questa gente non sa niente di SIAE ed ENPALS, al massimo compilano il programma musicale credendo di essere in regola così.

Non proprio una Storia d'archivio, di Riccardo Mazzoni

Non proprio una “storia d’archivio”, Liberi arbìtri, anche se la struttura rappresentativa poteva assomigliarle, comunque un buon lavoro che ci ha dato tante soddisfazioni e le solite empatiche corrispondenze di medianici sensi con i personaggi del passato.
Rebecca e Adriano come sempre impeccabili; Samanta impegnata in un repertorio canoro che più eclettico non si può (dai canti yiddish, alle struggenti melodie primi anni Quaranta, alla ritrovata Liliana di Cravache-Sadun, a Nostra patria è il mondo intero, ovvero gli stornelli dell’esilio di Pietro Gori), ha toccato le corde emotive di tutto il pubblico con la sua voce meravigliosa, schietta e intima insieme, da ossimorologa del canto di prima grandezza!

A Villa Borbone la leggenda liberty di Mimosa Simonelli

“Primavera, ti sento dentro gli occhi” è ormai un congegno rappresentativo oliatissimo mosso dai fremiti emozionali miei, di Rebecca, Samanta e Adriano. Parole e suoni come altalene acustiche che hanno dondolato Mimosa Simonelli tra i sogni lirici della sua serata di gala che ha avuto anche i crismi di un vero e proprio evento liberty dedicato alla città. Ieri sera a Villa Borbone la sua “storia d’archivio” ha raggiunto il suo più alto grado di sviluppo alla presenza di un pubblico splendido, stipatissimo in ogni angolo della grande sala e goloso di racconti e fantasmaticità.

Antiche voci del mare

Il Museo della Marineria stracolmo di persone commosse e partecipi. La consapevolezza di affrontare una storia che trasuda dolorosa umanità. L’empatia ormai totale con Rebecca, Samanta e Adriano. Le voci dei capitani marittimi Francesco Vassalle e Amerigo Bertacca che giungono a noi dalle pagine ingiallite de “La Burlamacca” e che dedico a tutti coloro che hanno assistito alla storia d’archivio “A voi che nei vortici del mare furente”. Queste voci...

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Concerto Jazz alla Festa del Negroni Club di Villa Borbone, di Antonio Carollo

Il Negroni, che intendeva stendermi (ne bastava un altro), non ce l'ha fatta con l'Ozio Creativo Jazz Duo. Luana Lucchesi e Samanta Barontini mi hanno tenuto ben vivo e attento; un flusso di note scintillanti o carezzevoli, una voce fascinosa, di una estensione sorprendente (dal mezzocontralto al soprano) hanno calamitato tutta la mia capacità di ascolto e mi hanno catapultato nel mondo fatato dei sogni giovanili (che emozione risentire “Il cielo in una stanza” nella interpretazione personalissima di un piano e di una voce perfettamente amalgamati!

MIMOSA SIMONELLI, POETESSA SPLENDENTE DI SENSUALITA' E DI VITA, NEL TEATRO DI RICCARDO MAZZONI

Rebecca Palagi è Mimosa SimonelliRiccardo Mazzoni, sempre più “folletto poetico” nell’immaginario viareggino; non una maschera ma un artista in carne ed ossa che sa far rivivere, con la sua scrittura svelta e affabile, il suo teatro di poesia, le sue messe in scena pervase di lirismo sottile e di verità esistenziali, figure folgoranti di artisti e di poeti, appartenenti al periodo magico della storia viareggina.

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